La Federazione dei Sette Comuni

La Federazione dei Sette Comuni

Gli insediamenti più antichi sull'Altopiano dei Sette Comuni sono Rotzo ed Enego e questo dimostra come lo sboscamento e la bonifica del territorio avvennero lentamente dai margini verso il centro dell'Altopiano.

Di Rotzo si ha notizia nell'800 , mentre la prima volta che si trova documentato il nome di Asiago fu nel 1250.
Anche sull'Altopiano nel 1200 si organizzarono i comuni, come in tutta l'Italia settentrionale.
Sembra che nelle guerre degli Ezzelini , alleati all'Imperatore germanico Federico II contro le signorie dei comuni italiani, i comuni dell'Altopiano abbiano formato truppe per la signoria che aveva il suo castello vicino a Bassano e che proveniva anch'essa dalla Germania.
Con la caduta degli Ezzelini, all'inizio del 1300, le popolazioni dell'Altopiano si unirono localmente in una federazione tra i comuni, per governare in modo il più possibile autonomo la loro vita, per difendere le loro esenzioni da tasse e da oneri e per conservare in futuro i loro privilegi in campo economico e amministrativo.

Dal 1311 al 1387 la Federazione dei Sette Comuni fu sotto la protezione degli Scaligeri di Verona e dal 1387 al 1404 passò sotto la protezione dei Visconti di Milano, che ne rispettarono lo statuto, ne assicurarono l'autonomia amministrativa, ne riconobbero le esenzioni e i privilegi. Gli Scaligeri liberarono i Sette Comuni da ogni vincolo di sottomissione rivendicato dal comune di Vicenza e li impegnarono 'in tempo di guerra a custodire tutti i passi attraverso i quali si va in Germania affinché i nostri amici non possano danneggiare e minacciare le terre ed i paesi dei nostri nemici che vogliamo preservare intatti e sicuri.'.

La signoria dei Visconti confermando i privilegi, denominò gli abitanti dei Sette Comuni 'i tedeschi delle montagne del nostro distretto di Vicenza'.
Nel 1404 la Federazione dei Sette Comuni fece atto di dedizione alla Repubblica di Venezia, che con la decadenza delle signorie degli Scaligeri e dei Visconti allargò il suo dominio nella terra ferma.

Patto di Dedizione dei Sette Comuni

I rappresentanti della Federazione dei Sette Comuni ottennero la conferma delle esenzioni e dei benefici, in cambio dell'obbligo di difendere i confini settentrionali con il territorio dell'Impero.
Non fu un atto di totale sottomissione, ma di un patto che ha permesso ai Sette Comuni un certo sviluppo economico e democratico, favorendo la produzione e il commercio del legname, del carbone, della lana, dei formaggi, dell'artigianato.
La Federazione dei Sette Comuni era governata da un consiglio (Reggenza) composto da 14 consiglieri (due per ogni comune), chiamati Reggenti.

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